Ricordi in libertà

La collezione d’arte di Michele Praitano

 

Questo volume presenta al pubblico la collezione d’arte che Michele Praitano ha formato in oltre cinquant’anni di ricerca in Italia e all’estero. E’ Praitano stesso a descrivercene con vivacità lo sviluppo, narrando con fluidità le storie di molte delle opere qui illustrate, descrivendo i personaggi incontrati, i successi e le delusioni, le sue principali scelte artistiche, concentrate queste soprattutto sulla pittura otto-novecentesca ispirata dal realismo, dall’impressionismo e dalla classicità.

Segue un inquadramento critico della collezione proposto da Olga Scotto dal punto i osservazione di Napoli, il contesto storico-artistico e di mercato maggiormente esplorato da Praitano, da lui preferito anche per poter ritrovare quei fili di collegamento degli autori molisani con una città che apriva anche alle esperienze internazionali. La catalogazione delle opere è stata svolta da Marianna Cicoira, che alla collezione Praitano ha dedicato la tesi specialistica discussa presso l’Università del Molise, e i cui risultati e i numerosi spunti di indagine vengono offerti in maniera sistematica all’attenzione degli studiosi e degli appassionati.

La pubblicazione rappresenta soprattutto la convergenza di Michele Praitano e degli uffici regionali del Ministero per i beni e le attività culturali su un preciso obiettivo, quello di non disperdere la collezione.

In tal senso il collezionista Praitano è stato animato da una passione per l’arte intesa come passione civile. Infatti, seguendo la linea di Giuseppe Barone, il cui lascito fu all’origine del museo civico di Baranello, e di suo zio Giuseppe Ottavio Eliseo, che donò alla Biblioteca “P. Albino” di Campobasso il corpus grafico barocco del Di Zinno, Praitano ha intrapreso iniziative tese a far sì che l’arte e la cultura fossero accessibili ai cittadini: con tenacia ha operato affinché la raccolta Eliseo fosse acquisita dalla Provincia di Campobasso; attraverso l’associazionismo ha promosso la conoscenza dell’arte tra le nuove generazioni e il restauro del patrimonio artistico. Questa passione artistica e civile è recentemente culminata con l’atto attraverso cui Michele Praitano ha deciso per il futuro di destinare la collezione al pubblico.

Da parte della Soprintendenza e della Direzione Regionale sono state svolte le attività di tutela e di valorizzazione della collezione, che hanno visto la stretta collaborazione con Praitano e hanno permesso, finalmente, grazie alla cooperazione dell’Amministrazione Provinciale, di esporre in Palazzo Pistilli a Campobasso (da maggio 2012) opere della collezione accanto ad altre della raccolta Eliseo.

La sensibilità culturale di Praitano ha insomma innescato meccanismi che determinano risultati importanti: il diritto alla cultura può oggi essere esercitato dai cittadini molisani e dai visitatori italiani e stranieri anche avendo accesso a un luogo pubblico deputato alle arti figurative, ove fruire di opere che, attraverso la loro storia, conducono ad esempio dal Molise a Parigi; bambini e ragazzi possono costruire il senso di identità, collettiva e individuale, con la conoscenza del patrimonio culturale nel loro territorio, nonché esercitarsi, attraverso l’arte, nell’interpretazione delle immagini sviluppando creatività e senso critico.

Ringraziamo quindi Michele Praitano per ciò che ha fatto e fa per promuovere la cultura nella società, ma riteniamo che la gratitudine più profonda da testimoniargli sia quella che proviene dai visitatori di ogni età che giungono al museo, peraltro intrinseca nelle sorprese, curiosità, emozioni, considerazioni, da loro espresse dinanzi ai suoi dipinti.